Rinuncio a te

3 Aprile 2009

Rinuncio a te che mi hai dato tutto
a te che mi hai trascinato in vetta alla vita
senza mai pretendere nulla in cambio
nulla di impossibile
e per me nulla era impossibile
al tuo fianco

Ora svuotato e stanco
ti lascio volare via
e rinuncio a te
dolce stellina mia.

Cuore mio non urlare più
perdonami e lasciami vivere
non più lacrime
nessuna preghiera

ti chiedo un ultimo gesto d’amore
per chi ti ha custodito con dolcezza
e che amerò
per l’eternità.


Wedding day…

12 Marzo 2009

Il mio giovane amore mi disse: “Mia madre non ne vuole sapere
e mio padre non vuole mancarti di rispetto per la tua maleducazione”
e se ne andò via da me e mi disse questo:
“Non sarà più amore, fino al giorno del nostro matrimonio”.

Lei andò via da me, e passò tra la gente
e lentamente la vedevo muoversi di qua e di là,
è andata verso casa come una stella luminosa;
come il cigno si muove sul lago.

La gente diceva che i due non si sarebbero mai sposati
ma uno dei due aveva un dolore mai confessato.
E lei sorrideva mentre passava,
con i suoi averi e le sue cose,
quella fu l’ultima volta che vidi il mio amore.

La notte scorsa è venuta da me,
il mio amore morto è entrato
così dolcemente è arrivata
che i suoi passi non hanno fatto rumore.
E mise la sua mano su di me e disse questo:
“Non sarà più amore, fino al giorno del nostro matrimonio”.

da She Moved Through The Fair


UN SOGNO DENTRO UN SOGNO

21 Ottobre 2008

Questo mio bacio accogli sulla fronte!
E, da te ora separandomi,
lascia che io ti dica
che non sbagli se pensi
che furono un sogno i miei giorni;
e, tuttavia, se la speranza volò via
in una notte o in un giorno,
in una visione o in nient'altro,
è forse per questo meno svanita?
Tutto quello che vediamo, quel che sembriamo
non è che un sogno dentro un sogno. 

Sto nel fragore
di un lido tormentato dalla risacca,
stringo in una mano
granelli di sabbia dorata.
Soltanto pochi! E pur come scivolano via,
per le mie dita, e ricadono sul mare!
Ed io piango - io piango!
O Dio! Non potrò trattenerli con una stretta più salda?
O Dio! Mai potrò salvarne
almeno uno, dall'onda spietata?
Tutto quel che vediamo, quel che sembriamo
non è che un sogno dentro un sogno? 

Allan Poe

La Guera

23 Maggio 2007

Ner mejo che un Sordato annava in guerra
er Cavallo je disse chiaramente:
Io nun ce vengo! – e lo buttò per terra
precipitosamente.

No, nun ce vengo – disse – e me ribbello
all’omo che t’ha messo l’odio in core
e te commanna de scannà un fratello
in nome der Signore!

Io – dice – so’ ‘na bestia troppo nobbile
p’associamme a l’infamie che fai tu;
se vôi la guerra vacce in automobbile,
n’ammazzerai de più!

Trilussa


Lentamente muore

24 Aprile 2007

Lentamente muore chi diventa schiavo dell’abitudine,
ripetendo ogni giorno gli stessi percorsi,
chi non cambia la marca,
chi non rischia e cambia colore dei vestiti,
chi non parla a chi non conosce.

Muore lentamente chi evita una passione,
chi preferisce il nero su bianco e i puntini sulle “i” piuttosto che un insieme di emozioni,
proprio quelle che fanno brillare gli occhi,
quelle che fanno di uno sbadiglio un sorriso,
quelle che fanno battere il cuore davanti all’errore e ai sentimenti.

Lentamente muore chi non capovolge il tavolo,
chi è infelice sul lavoro,
chi non rischia la certezza per l’incertezza, per inseguire un sogno,
chi non si permette almeno una volta nella vita di fuggire ai consigli sensati.
Lentamente muore chi non viaggia,
chi non legge,
chi non ascolta musica,
chi non trova grazia in se stesso.

Muore lentamente chi distrugge l’amor proprio,
chi non si lascia aiutare;
chi passa i giorni a lamentarsi della propria sfortuna o della pioggia incessante.

Lentamente muore chi abbandona un progetto prima di iniziarlo,
chi non fa domande sugli argomenti che non conosce,
chi non risponde quando gli chiedono qualcosa che conosce.

Evitiamo la morte a piccole dosi, ricordando sempre che essere vivo
richiede uno sforzo di gran lunga maggiore del semplice fatto di respirare.
Soltanto l’ardente pazienza porterà al raggiungimento di una splendida felicità.

 

[ Pablo Neruda ]


O capitano…

14 Aprile 2007

 

O CAPITANO! MIO CAPITANO!

Di WALT WHITMAN (1865)
O Capitano! mio Capitano! il nostro viaggio tremendo è finito,
La nave ha superato ogni tempesta, l’ambito premio è vinto,
Il porto è vicino, odo le campane, il popolo è esultante,

Gli occhi seguono la solida chiglia, l’audace e altero vascello;
Ma o cuore! cuore! cuore!
O rosse gocce sanguinanti sul ponte
Dove è disteso il mio Capitano
Caduto morto, freddato.

O Capitano! mio Capitano! àlzati e ascolta le campane; àlzati,
Svetta per te la bandiera, trilla per te la tromba, per te
I mazzi di fiori, le ghirlande coi nastri, le rive nere di folla,
Chiamano te, le masse ondeggianti, i volti fissi impazienti,
Qua Capitano! padre amato!
Questo braccio sotto il tuo capo!
É un puro sogno che sul ponte
Cadesti morto, freddato.

Ma non risponde il mio Capitano, immobili e bianche le sue labbra,
Mio padre non sente il mio braccio, non ha più polso e volere;
La nave è ancorata sana e salva, il viaggio è finito,
Torna dal viaggio tremendo col premio vinto la nave;
Rive esultate, e voi squillate, campane!
Io con passo angosciato cammino sul ponte
Dove è disteso il mio Capitano
Caduto morto, freddato.