Che siate di destra o di sinistra dovete prendere atto che il paese in cui abitiamo sta marcendo. Mi piacerebbe poter dire che la colpa è di quel piccolo gruppo di uomini e donne, politicamente ed ideologicamente (forse) opposti, che ci governano alternandosi ormai da anni al posto di comando, scontrandosi con frasi della serie “chi ha fatto meno o peggio dell’altro” o come “si abbiamo fatto una cazzata ma anche loro avevano fatto la stessa cosa”. Dovete ammettere che l’Italia non può più permettersi di essere divisa al 50 %. Chi ci governerà dovrà riformare nel profondo il nostro paese, e probabilmente dovrà compiere scelte impopolari, se vorrà davvero rendere gli italiani più felici, data quella precisa spaccatura a metà. Infatti, se ci pensate, sono le parole al vento che ci hanno governato in questi anni. Ricerca e sviluppo sono solo due parole, ma queste, mai neanche pensate o discusse. Il concetto è che si può vivere un momento di crisi, tutti lo vivono in qualsiasi paese nel mondo, ma l’Italia non cerca di cambiare, anzi, l’Italia non sembra nemmeno accorgersi della spaventosa situazione in cui si trova. La Spagna ad esempio non sembrava vivere un momento migliore del nostro, nel 2004, poi José Luis Rodríguez Zapatero salì al governo. Fu una sorpresa per tutti. D’altro canto fin dalla nascita politica – precedentemente era docente universitario – Zapatero sorprese sempre tutti, lo dimostra la sua straordinaria ascesa nel PSOE (Partito Socialista Operaio Spagnolo). Con i notiziari italiani, come sapete (che siate di destra o di sinistra), le notizie come quello che è cambiato in Spagna con Zapatero, bisogna andarsele a cercare: allora andiamo a vedere nel dettaglio cosa di buono e di meno buono è successo ai nostri cugini spagnoli. Leggi il seguito di questo post »
Viva Zapatero
27 Febbraio 2008Solidarietà a De Magistris
23 Ottobre 2007Spero tu possa portare a termine il tuo lavoro. Per te e per tutta Italia.
Rita Atria
24 Settembre 2007Come se il bellissimo e al tempo stesso lacerante reportage sul G8 di Genova non fosse bastato, ieri sera Blu Notte con il buon Carlo Lucarelli si ripetono e ci raccontano la Trapani mafiosa degli ultimi vent’anni. Il reportage si chiama “Trapani, coppole e colletti bianchi” e , se davvero servisse, ci mostra come la mafia si sia sviluppata nel tempo e di quanto ci sbagliavamo nel considerarla sconfitta quando non uccideva più a colpi di lupara. Come dice Lucarelli “a Trapani la mafia non esiste, ma fa affari, corrompe,uccide”. Ci mostra inoltre quanto il nostro paese sia pieno di “bravi poliziotti, magistrati e sbirri”, ma anche quanto scarsi siano i loro mezzi e di quanto poco appoggio godano dal governo italiano: “Negli ultimi anni abbiamo raggiunto i risultati di una Ferrari a bordo di una 500, ma se non facciamo
qualcosa rimarremo a piedi molto presto “. Evidentemente, aggiungo io, il nostro governo è troppo impegnato a scambiarsi insulti e critiche con l’opposizione da vent’anni a questa parte. E noi, da vent’anni, siamo immobili ed inermi contro un cancro che ci avvelena da secoli.
Ma lasciando per un attimo da parte le vergogne che siedono sui banchi del Parlamento vorrei parlare di una persona che non conoscevo fino a ieri. Ascoltare la storia di questa ragazza mi ha commosso e indignato al pensiero che nessuno la ricordi, mai. Si chiamava Rita Atria. Dico “si chiamava” perché Rita è venuta a mancare il 26 Luglio del 1992 a soli diciotto anni. Rita si era ribellata, assieme alla cognata Piera (moglie di un mafioso), alla sua stessa famiglia. A sua madre, in primis, che per un angosciante senso di omertà e attaccamento alla tradizione mafiosa-famigliare, ripudiò sin da subito la figlia al punto da rompere la lapide sotto la quale Rita è tuttora sepolta. Tutto ciò perché Rita decise di collaborare con la giustizia che non aveva nemmeno raggiunto la maggiore età. Andò a Roma dove conobbe un magistrato, “uno bravo, brillante“, che si chiamava Paolo Borsellino. Borsellino era più che un magistrato, era anche un amico, un padre, o comunque l’unica famiglia che le rimaneva. Rita poi aveva un diario nel quale scriveva tutto, anche del suo ragazzo con il quale viveva segretamente in un appartamento della capitale.
In quel diario Rita, il 26 Luglio del 1992, pochi giorni dopo l’assassinio di Borsellino, scrive le sue ultime parole prima di lanciarsi da una finestra e morire su una via di Roma :
Ora che è morto Borsellino, nessuno può capire che vuoto ha lasciato nella mia vita. Tutti hanno paura ma io l’unica cosa di cui ho paura è che lo Stato mafioso vincerà e quei poveri scemi che combattono contro i mulini a vento saranno uccisi. Prima di combattere la mafia devi farti un auto-esame di coscienza e poi, dopo aver sconfitto la mafia dentro di te, puoi combattere la mafia che c’è nel giro dei tuoi amici, la mafia siamo noi ed il nostro modo sbagliato di comportarsi. Borsellino, sei morto per ciò in cui credevi ma io senza di te sono morta.
Rita Atria (Partanna, 4 settembre 1974 – Roma, 26 luglio 1992)
Link:
- Associazione Antimafia “Rita Atria”
- Potete vedere la puntata di Blu Notte quando volete su RaiClick (Sezione STORIE STORIE NERE).
Roma – Milano
24 Maggio 2007
Svagando per il magico mondo web mi è capitato di trovare simpatici punti di vista sulla diatriba centenaria Roma – Milano. Spesso questa viene esasperata al punto di farci sembrare cittadini di molteplici feudi sparsi per tutto il paese. Gli sfottò intelligenti invece, sono un bel modo per conoscersi meglio, ed imparare culture tanto diverse l’una dall’altra.
In questa pagina, la breve storia di una ragazza (Carlotta Quadri) di madre romana e padre milanese.
Mio padre mi raccontava spesso
di come, la prima volta che vidi (o che mi accorsi) della luna nel cielo della mia città, mi venne spontaneo esclamare : “Papà, ma la luna c’è anche a Milano?“. Inconvenienti di vita milanese. Mia madre prontamente commentò che se fossi nata nella città eterna non avrei dovuto aspettare così a lungo per poter gioire della bellezza di una luna cittadina.
Questo invece è il blog di un ragazzo (o signore), che trasferitosi a Roma dopo aver vissuto 16 anni a Milano, racconta le vicissitudini e le esperienze nella nostra città.
Dopo aver vissuto 16 anni a Milano, ad un tratto mi ritrovo da un giorno all’altro a vivere a Roma, in un quartiere tra i più caratteristici della capitale: Garbatella. A parte l’impatto che può avere Roma in generale su una persona abituata a Milano, la Garbatella in particolare credo che colpirebbe chiunque, perché è un quartiere fuori dal mondo, ma soprattutto fuori dal tempo.
Molto simpatico l’elenco di quello che ha imparato a Roma (Training). P. s.: In effetti, però a Roma esiste anche l’acqua gasata :-)
Credo sia difficile trovarsi a vivere in una città tanto diversa da quella natia. Sinceramente, penso che non mi muoverei mai da qui, ma ammiro davvero molto le persone che riescono in questo.
Cittadini ed istituzioni dell’alto Lazio uniti contro il carbone
23 Maggio 2007
News da TRCgiornale.it del 21 maggio 2007
Tvn, Roma e Viterbo chiedono la nuova conferenza dei servizi
I consigli provinciali di Roma e Viterbo riuniti questo pomeriggio a Palazzo Valentini in seduta congiunta, hanno approvato all’unanimità il preannunciato ordine del giorno con il quale chiedono al Governo la convocazione di una nuova conferenza dei servizi sulla riconversione a carbone della centrale di Torre Valdaliga Nord. Leggi il seguito di questo post »
ALZIAMO LA TESTA
23 Maggio 2007
Da qualche mese a questa parte sto imparando a conoscere una bella persona: Piero Ricca. Come molti, credo, l’ho visto la prima volta in un servizio di Striscia La Notizia, poi rivelatosi (grazie a YouTube) incompleto, durante un convegno durante il quale Ricca si è “scontrato” con Emilio Fede (noto burattino televisivo).
[Qui il link al video completo]
Ma si era già fatto notare tempo fa quando urlò contro Berlusconi (allora presidente del Consiglio ) dicendogli “buffone, fatti processare”. Queste affermazioni, come era logico prevedere, gli fruttarono una querela, e successivamente un’ammenda da 500 euro che poi, ovviamente, si risolse con l’annullamento della stessa da parte della Cassazione nel Giugno 2006. Leggi il seguito di questo post »
No al carbone
5 Maggio 2007
In Italia, questo si sa, i cittadini non gli ascolta più nessuno. Ma adesso la cosa si fa veramente sconvolgente.
A Civitavecchia, cittadina a nord di Roma, l’Enel sta facendo costruire una centrale a carbone. Non c’è bisogno di dirvi quanto il carbone sia dannoso per la salute, ma è stato dimostrato che le polveri sottili prodotte dalla centrale, possono spostarsi nell’aria per centinaia di chilometri.
Gli studi hanno anche dimostrato che non è possibile definire una centrale a carbone “pulita” perché, in effetti, è quanto di più contrario alla realtà. Leggi il seguito di questo post »
Costituzione Italiana
4 Maggio 2007Questa è la proiezione al prossimo futuro della nostra cara costituzione.
Chissà se ci sono andato vicino.
PRINCIPI FONDAMENTALI Leggi il seguito di questo post »
Pubblicato da dario
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