Che siate di destra o di sinistra dovete prendere atto che il paese in cui abitiamo sta marcendo. Mi piacerebbe poter dire che la colpa è di quel piccolo gruppo di uomini e donne, politicamente ed ideologicamente (forse) opposti, che ci governano alternandosi ormai da anni al posto di comando, scontrandosi con frasi della serie “chi ha fatto meno o peggio dell’altro” o come “si abbiamo fatto una cazzata ma anche loro avevano fatto la stessa cosa”. Dovete ammettere che l’Italia non può più permettersi di essere divisa al 50 %. Chi ci governerà dovrà riformare nel profondo il nostro paese, e probabilmente dovrà compiere scelte impopolari, se vorrà davvero rendere gli italiani più felici, data quella precisa spaccatura a metà. Infatti, se ci pensate, sono le parole al vento che ci hanno governato in questi anni. Ricerca e sviluppo sono solo due parole, ma queste, mai neanche pensate o discusse. Il concetto è che si può vivere un momento di crisi, tutti lo vivono in qualsiasi paese nel mondo, ma l’Italia non cerca di cambiare, anzi, l’Italia non sembra nemmeno accorgersi della spaventosa situazione in cui si trova. La Spagna ad esempio non sembrava vivere un momento migliore del nostro, nel 2004, poi José Luis Rodríguez Zapatero salì al governo. Fu una sorpresa per tutti. D’altro canto fin dalla nascita politica – precedentemente era docente universitario – Zapatero sorprese sempre tutti, lo dimostra la sua straordinaria ascesa nel PSOE (Partito Socialista Operaio Spagnolo). Con i notiziari italiani, come sapete (che siate di destra o di sinistra), le notizie come quello che è cambiato in Spagna con Zapatero, bisogna andarsele a cercare: allora andiamo a vedere nel dettaglio cosa di buono e di meno buono è successo ai nostri cugini spagnoli.
Fin dal primo giorno al parlamento spagnolo, Zapatero comincia a mantenere le promesse fatte in sede di campagna elettorale e la sua squadra di governo viene composta per metà da donne. Il secondo giorno al parlamento sancisce il ritiro delle truppe spagnole dall’Iraq e numerose critiche da parte degli Alleati. L’opinione pubblica, al contrario, si schiera col primo ministro. Alcune testate giornalistiche USA ribattezzano grossolanamente Zapatero definendolo sdegnosamente “il nuovo Franco” senza peraltro conoscere, evidentemente, la storia dei suoi avi. I primi anni Zapatero, preferisce uno stretto rapporto con Francia e Germania piuttosto che a Stati Uniti, Inghilterra ed Italia, anche se a partire dal 2006 i rapporti con il nostro paese si stringono nuovamente, nell’ambito di alcune operazioni di carattere economico. Prima dell’avvento del leader spagnolo, la RTVE (l’equivalente della nostra RAI) era controllata dallo stato e ,di conseguenza, sempre stata usata come arma propagandistica dai governanti di turno. Questo Zapatero lo ha sempre saputo, ma invece di servirsene – come farebbe un Veltroni o un Berlusconi – crea una piccola squadra di cinque esperti e si fa scrivere una riforma a doc che poi viene approvata in parlamento nel 2006. Senza contare che la televisione pubblica in Spagna è gratuita, a differenza nostra che paghiamo ancora il canone, RTVE subisce, grazie alla riforma, una vera e propria ristrutturazione a 360 gradi. Finanziata adesso, soltanto per metà dallo stato e per il resto da pubblicità e vendita di format a televisioni esterne, l’ente fa capire subito il cambiamento in corso. Riabilita comici cacciati per aver preso di mira i politici sbagliati (El Gran Wyoming), licenziando invece quelle persone condannate in sede giudiziaria per manipolazione dell’informazione. Beh, un po’ in controtendenza rispetto a noi. In Italia, con le poche notizie che ci sono arrivate, ci è giunta quella della Chiesa offesa dal governo spagnolo che ha permesso i matrimoni agli omosessuali. In realtà la vera causa della rabbia ecclesiastica è stata l’eliminazione dell’insegnamento obbligatorio della religione cattolica nelle scuole e la successiva introduzione dell’educazione civica. Devo ancora documentarmi sui motivi per i quali la Chiesa non approvi l’educazione civica, mentre per l’ora di religione obbligatoria capisco che al Vaticano piaccia praticare l’indottrinamento quando sono ancora piccoli. Altra riforma importante, quella rinominata Piano Africa, che irrigidisce il controllo sull’immigrazione. Questa riforma è stata per altro molto contestata dalle stesse sinistre europee. Smentendo poi quegli strani critici americani, ha fatto rimuovere qualsiasi simbolo franchista da ogni edificio pubblico del paese disponendo inoltre un cospicuo risarcimento ai figli delle vittime della dittatura. Ma Zapatero non si è fermato qui. Dal 2004 sono entrate in vigore molte leggi a favore delle famiglie spagnole. Per palliare al loro elevato tasso di indebitamento, dovuto soprattutto agli alti costi degli immobili, il governo ha incrementato la costruzione e l’assegnazione di case popolari per le famiglie a basso reddito ed ha incentivato la modalità dell’affitto della residenza rispetto alla compravendita dei locali, tanto con agevolazioni fiscali per i proprietari, quanto con sussidi mensili per i giovani (sotto i 35 anni) che intendono affittare. Inoltre è stata varata la norma che prevede il versamento di 2.500 euro per ogni nascita alle famiglie di qualsiasi fascia di reddito ; per capirci, simile a quella di cui parlava Berlusconi tempo fa, che prevedeva meno soldi, ma che è comunque rimasta una delle tante parole al vento (di cui parlavamo prima). Altra norma – questa piacerebbe tanto a Beppe Grillo – varata dal governo Zapatero, è quella sullo sviluppo ed il risparmio energetico mediante l’installazione obbligatoria, al momento della costruzione o la restaurazione di una casa, di pannelli solari termici per il riscaldamento dell’acqua. Mica roba di poco conto. Inoltre c’è la legge che farebbe tremare Trenitalia, cioè quella che garantisce ai pendolari spagnoli il risarcimento totale del biglietto in caso di un ritardo, su qualunque treno, superiore ai cinque minuti. Incredibile (per noi) ! Intanto Berlusconi e Veltroni fanno programmi, promesse, proclami ; non scontentano nessuno, a parole. Chiesa, operai, avvocati, grandi imprenditori, piccoli imprenditori, per loro vanno accontentati tutti, sempre a parole. Una volta eletti, getteranno un po’ di sabbia sui nostri occhi, faranno finta di non aver mai promesso nulla, o, ancor peggio, faranno finta di aver risolto i problemi dell’ Italia, che invece saranno lì, perenni, ancora più gravi. Insormontabili. E noi saremo sempre qui, pronti a votare un’altra volta quello che promette riforme più serie, più posti di lavoro, meno precariato. E voi, che siate di destra o siate di sinistra, sapete –anche se in certi casi fate finta di non sapere – che andrà così. Ve lo prometto. E che Dio e la Chiesa benedicano tutti gli Zapatero del mondo. Viva Zapatero!



