Il linguaggio puro del mondo

27 aprile 2010

desertoIn quel momento fu come se il tempo si fermasse, e l’Anima del Mondo sorgesse con tutta la sua forza davanti al ragazzo. Quando guardò gli occhi di lei, un paio di occhi neri, le labbra indecise fra un sorriso e il silenzio, egli comprese la parte più importante e più saggia del Linguaggio che parlava il mondo e che chiunque, sulla terra, era in grado di capire con il proprio cuore. E si chiamava Amore, una cosa più antica degli uomini e persino del deserto, che tuttavia risorgeva sempre con la stessa forza dovunque due sguardi si incrociassero come si incrociarono quei due davanti a un pozzo. Le labbra della giovane, infine, decisero di accennare un sorriso: era un segnale, il segnale che il ragazzo aveva atteso per tanto tempo nel corso della vita, che aveva ricercato nelle pecore e nei libri, nei cristalli e nel silenzio del deserto. Ed era là, il linguaggio puro del mondo, senza alcuna spiegazione, perché l’universo non aveva bisogno di spiegazioni per proseguire il proprio cammino nello spazio senza fine. Tutto ciò che il ragazzo capiva in quel momento era che si trovava di fronte alla donna della sua vita e anche lei, senza alcun bisogno di parole, doveva esserne consapevole. Ne era certa più di quanto lo fosse di ogni altra cosa al mondo, anche se i genitori, e i genitori dei genitori, le avevano sempre detto che, prima di sposarsi, bisognava frequentarsi, fidanzarsi, conoscersi, e avere del denaro. Ma, forse, chi lo affermava non aveva mai conosciuto il linguaggio universale: perché, una volta che vi si penetra, è facile capire come nel mondo esista sempre qualcuno che attende qualcun altro, che ci si trovi in un deserto o in una grande città. E quando questi due esseri si incontrano, e i loro sguardi si incrociano, tutto il passato e tutto il futuro non hanno più alcuna importanza. Esistono solo quel momento e quella straordinaria certezza che tutte le cose sotto il sole sono state scritte dalla stessa Mano: la Mano che risveglia l’Amore e che ha creato un’anima gemella per chiunque lavori, si riposi e cerchi i propri tesori sotto il sole. Perché, se tutto ciò non esistesse, non avrebbero più alcun senso i sogni dell’umanità.

Tratto dal libro “L’Alchimista” di Paulo Coelho


Romeo say

25 aprile 2010

Giulietta, i dadi sono stati truccati dall’inizio
io ho scommesso e tu sei esplosa nel mio petto
e io dimentico, dimentico le canzoni dei film
Quando ti renderai conto che fu solo il momento ad essere sbagliato?


principessa

13 ottobre 2009

Finalmente ti ho incontrata. Mi sei caduta tra le braccia quando pensavo che le cose più belle nella mia vita le avessi già vissute tutte. Ed invece, eccoti qui.. Così bella, così teneramente semplice, sempre sorridente tanto da ridere anche alla mia peggior battuta. Adoro il tuo sguardo geloso pieno di falsa indifferenza quando sei arrabbiata con me. Adoro quelli che tu chiami difetti perché ti rendono ciò che sei. Adoro il tuo vestito rosso con la spallina che scivola sempre un po’ troppo sulla spalla. Adoro le tue braccia attorno al mio collo, le tue carezze, e le tue manine perfette. Mi sto prendendo una cotta per te ? Ma non è possibile, non adesso almeno… E allora perché mi sento così maledettamente bene quando stiamo insieme, e mi manchi tanto quando non posso vederti ?
Mi fa sorridere il pensiero che questo che scrivo non lo leggerai mai. Probabilmente in questo stesso momento starai pensando a quanto sono stronzo, perché non ti chiamo e apparentemente non ti penso abbastanza. Ma ti sbagli tesoro mio…


Rinuncio a te

3 aprile 2009

Rinuncio a te che mi hai dato tutto
a te che mi hai trascinato in vetta alla vita
senza mai pretendere nulla in cambio
nulla di impossibile
e per me nulla era impossibile
al tuo fianco

Ora svuotato e stanco
ti lascio volare via
e rinuncio a te
dolce stellina mia.

Cuore mio non urlare più
perdonami e lasciami vivere
non più lacrime
nessuna preghiera

ti chiedo un ultimo gesto d’amore
per chi ti ha custodito con dolcezza
e che amerò
per l’eternità.


Wedding day…

12 marzo 2009

Il mio giovane amore mi disse: “Mia madre non ne vuole sapere
e mio padre non vuole mancarti di rispetto per la tua maleducazione”
e se ne andò via da me e mi disse questo:
“Non sarà più amore, fino al giorno del nostro matrimonio”.

Lei andò via da me, e passò tra la gente
e lentamente la vedevo muoversi di qua e di là,
è andata verso casa come una stella luminosa;
come il cigno si muove sul lago.

La gente diceva che i due non si sarebbero mai sposati
ma uno dei due aveva un dolore mai confessato.
E lei sorrideva mentre passava,
con i suoi averi e le sue cose,
quella fu l’ultima volta che vidi il mio amore.

La notte scorsa è venuta da me,
il mio amore morto è entrato
così dolcemente è arrivata
che i suoi passi non hanno fatto rumore.
E mise la sua mano su di me e disse questo:
“Non sarà più amore, fino al giorno del nostro matrimonio”.

da She Moved Through The Fair


UN SOGNO DENTRO UN SOGNO

21 ottobre 2008

Questo mio bacio accogli sulla fronte! 
E, da te ora separandomi, 
lascia che io ti dica 
che non sbagli se pensi 
che furono un sogno i miei giorni; 
e, tuttavia, se la speranza volò via 
in una notte o in un giorno, 
in una visione o in nient'altro, 
è forse per questo meno svanita? 
Tutto quello che vediamo, quel che sembriamo 
non è che un sogno dentro un sogno. 

Sto nel fragore 
di un lido tormentato dalla risacca, 
stringo in una mano 
granelli di sabbia dorata. 
Soltanto pochi! E pur come scivolano via, 
per le mie dita, e ricadono sul mare! 
Ed io piango - io piango! 
O Dio! Non potrò trattenerli con una stretta più salda? 
O Dio! Mai potrò salvarne 
almeno uno, dall'onda spietata? 
Tutto quel che vediamo, quel che sembriamo 
non è che un sogno dentro un sogno? 

Allan Poe

Consigli per la lettura

8 maggio 2008

Mister Campanello

Ormai ne abbiamo letti tanti di libri che raccontano di malattia, di incidenti e tutti, o quasi, ci hanno lasciato sempre un senso di angoscia e amarezza. Questo però non accade in Mister Campanello. Un testo singolare che ha il merito di descrivere un avvenimento drammatico, quale un incidente d’auto con degenza a seguito, con insolita leggerezza stilistica. Come sfida a uno scherzo del destino, l’autore trae da un’esperienza sofferta il risvolto positivo della situazione. È il rovescio della medaglia. A sdrammatizzare ulteriormente la vicenda si inserisce un’esilarante ironia che rende ancora più piacevole la lettura di questa prosa. Ma, lungi dall’essere superficiale, Gian Paolo Camurri affronta temi importanti come la malattia, la convalescenza, la fede, l’amicizia, la solidarietà, la famiglia con alta sensibilità. Con altrettanta spontaneità, riesce a farci riflettere su come la vita possa cambiare il suo significato osservandola da un diverso punto di vista e, come a volte capita, basta solo fermarsi e guardarsi intorno per capire che la felicità risiede là, dove la lasciamo ogni volta che chiudiamo la porta per cercarla altrove. Leggi il seguito di questo post »


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