Finalmente ti ho incontrata. Mi sei caduta tra le braccia quando pensavo che le cose più belle nella mia vita le avessi già vissute tutte. Ed invece, eccoti qui.. Così bella, così teneramente semplice, sempre sorridente tanto da ridere anche alla mia peggior battuta. Adoro il tuo sguardo geloso pieno di falsa indifferenza quando sei arrabbiata con me. Adoro quelli che tu chiami difetti perché ti rendono ciò che sei. Adoro il tuo vestito rosso con la spallina che scivola sempre un po’ troppo sulla spalla. Adoro le tue braccia attorno al mio collo, le tue carezze, e le tue manine perfette. Mi sto prendendo una cotta per te ? Ma non è possibile, non adesso almeno… E allora perché mi sento così maledettamente bene quando stiamo insieme, e mi manchi tanto quando non posso vederti ?
Mi fa sorridere il pensiero che questo che scrivo non lo leggerai mai. Probabilmente in questo stesso momento starai pensando a quanto sono stronzo, perché non ti chiamo e apparentemente non ti penso abbastanza. Ma ti sbagli tesoro mio…
principessa
13 Ottobre 2009Rinuncio a te
3 Aprile 2009Rinuncio a te che mi hai dato tutto
a te che mi hai trascinato in vetta alla vita
senza mai pretendere nulla in cambio
nulla di impossibile
e per me nulla era impossibile
al tuo fianco
Ora svuotato e stanco
ti lascio volare via
e rinuncio a te
dolce stellina mia.
Cuore mio non urlare più
perdonami e lasciami vivere
non più lacrime
nessuna preghiera
ti chiedo un ultimo gesto d’amore
per chi ti ha custodito con dolcezza
e che amerò
per l’eternità.
Wedding day…
12 Marzo 2009Il mio giovane amore mi disse: “Mia madre non ne vuole sapere
e mio padre non vuole mancarti di rispetto per la tua maleducazione”
e se ne andò via da me e mi disse questo:
“Non sarà più amore, fino al giorno del nostro matrimonio”.
Lei andò via da me, e passò tra la gente
e lentamente la vedevo muoversi di qua e di là,
è andata verso casa come una stella luminosa;
come il cigno si muove sul lago.
La gente diceva che i due non si sarebbero mai sposati
ma uno dei due aveva un dolore mai confessato.
E lei sorrideva mentre passava,
con i suoi averi e le sue cose,
quella fu l’ultima volta che vidi il mio amore.
La notte scorsa è venuta da me,
il mio amore morto è entrato
così dolcemente è arrivata
che i suoi passi non hanno fatto rumore.
E mise la sua mano su di me e disse questo:
“Non sarà più amore, fino al giorno del nostro matrimonio”.
da She Moved Through The Fair
UN SOGNO DENTRO UN SOGNO
21 Ottobre 2008
Questo mio bacio accogli sulla fronte!
E, da te ora separandomi,
lascia che io ti dica
che non sbagli se pensi
che furono un sogno i miei giorni;
e, tuttavia, se la speranza volò via
in una notte o in un giorno,
in una visione o in nient'altro,
è forse per questo meno svanita?
Tutto quello che vediamo, quel che sembriamo
non è che un sogno dentro un sogno.
Sto nel fragore
di un lido tormentato dalla risacca,
stringo in una mano
granelli di sabbia dorata.
Soltanto pochi! E pur come scivolano via,
per le mie dita, e ricadono sul mare!
Ed io piango - io piango!
O Dio! Non potrò trattenerli con una stretta più salda?
O Dio! Mai potrò salvarne
almeno uno, dall'onda spietata?
Tutto quel che vediamo, quel che sembriamo
non è che un sogno dentro un sogno?
Allan Poe
Consigli per la lettura
8 Maggio 2008
Mister Campanello
Ormai ne abbiamo letti tanti di libri che raccontano di malattia, di incidenti e tutti, o quasi, ci hanno lasciato sempre un senso di angoscia e amarezza. Questo però non accade in Mister Campanello. Un testo singolare che ha il merito di descrivere un avvenimento drammatico, quale un incidente d’auto con degenza a seguito, con insolita leggerezza stilistica. Come sfida a uno scherzo del destino, l’autore trae da un’esperienza sofferta il risvolto positivo della situazione. È il rovescio della medaglia. A sdrammatizzare ulteriormente la vicenda si inserisce un’esilarante ironia che rende ancora più piacevole la lettura di questa prosa. Ma, lungi dall’essere superficiale, Gian Paolo Camurri affronta temi importanti come la malattia, la convalescenza, la fede, l’amicizia, la solidarietà, la famiglia con alta sensibilità. Con altrettanta spontaneità, riesce a farci riflettere su come la vita possa cambiare il suo significato osservandola da un diverso punto di vista e, come a volte capita, basta solo fermarsi e guardarsi intorno per capire che la felicità risiede là, dove la lasciamo ogni volta che chiudiamo la porta per cercarla altrove. Leggi il seguito di questo post »
Nuovo video sulla marijuana
4 Marzo 2008Aggiungo un nuovo video sulle note di Brusco, con la canzone “L’erba della giovinezza”.
Qui invece il mio canale Youtube.
Palestina news
28 Febbraio 2008L’articolo è tratto da Peace Reporter [link].
NOI NON SIAMO INDIANI D’AMERICA
di Raed Debie
Una pallottola ha reso il mio amico un semplice ricordo. Una pallottola sparata da un adolescente israeliano in uniforme ha impedito al mio amico di realizzare il suo sogno di finire l’università e diventare ingegnere. Una pallottola che farà vivere il resto della vita a sua madre in un dolore lancinante. Una pallottola che mi ha lasciato senza il mio migliore amico, con cui giocavo fin da quando ero bambino. Perché l’hanno ucciso? L’hanno ucciso perché il 3 gennaio di qualche anno fa stava comprando del latte per il suo fratellino.
Cari giovani israeliani. Sapete qualcosa di noi che non sia quello che dicono i media israeliani? Avete idea dei giovani palestinesi che si mobilitano contro l’occupazione durante il vostro servizio militare? Sapete che i vostri vicini, dietro al muro, hanno un cuore, odiano, amano e provano compassione? Sapete che gli altri uomini costretti ad aspettare ore sotto il sole cocente e sotto la pioggia ai vostri check-point sono i vostri partner umanitari e i vostri vicini di un pezzo di terra piccolissimo? Sapete che le vostre azioni quotidiane contro di noi non fanno altro che aumentare il senso di ingiustizia nei nostri giovani che provocano una naturale reazione, che viene frettolosamente descritta dal mondo intero come “terrorismo”?
Articolo su collaborazione israelo-americana a Falluja
28 Febbraio 2008Questo articolo di Antonella Ricciardi è tratto dal sito www.antonellaricciardi.it. L’articolo è riportato integralmente; io ho solo aggiunto i link alle pagine esterne.
Il recente martirio di circa 1600 abitanti caduti della storica città sunnita irachena di Falluja, compreso un certo numero di resistenti iracheni e stranieri, uccisi nella battaglia contro gli invasori imperialisti, non è stata opera soltanto dell’esercito statunitense.
Nell’indomita città, infatti, dove tutt’ora in realtà esistono molte sacche della legittima Resistenza, nella recente ultima grande battaglia ha avuto un ruolo intenso anche un significativo contingente di militari israeliani, compresi rabbini con doppia cittadinanza, responsabili di episodi di uccisioni di cittadini iracheni e di partecipazione ad un assedio che anche nel Medioevo sarebbe stato considerato empio per il modo in cui è stato condotto, ponendo problemi anche alla Mezzaluna rossa ed alla Croce Rossa che avrebbero voluto portare cure mediche agli abitanti stremati (oltre che con difficoltà poste anche alla realizzazione di filmati giornalistici nella città, che infatti per lo più riguardano abitanti della città costretti a rifugiarsi in campi profughi al di fuori di essa). Leggi il seguito di questo post »
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